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Il
territorio di Calvi (BN) appartiene al Sannio e propriamente alla
Regione Irpinia. E'
comune che abbia fatto parte dell'agro taurino, dato al popolo romano
per conquista bellica fin dal 460 ab urbe condita. Fu abitato dai liguri
detti Corneliani, i quali con Liguri detti Bebiani, nel 527 furono
condotti da Roma in queste terre tolte ai Sanniti dai Consoli. Publio
Cornelio Caio BeboNel medioevo una parte del territorio (Cubante)
appartenne all'abbazia di S. Sofia di Benevento; l'altra parte (CALVI)
divenne feudo e lo fu fino al 1794, anno in cui Ferdinando IV di Borbone
lo riscattò dal servizio feudale e lo dichiarò terra demaniale. Il
Cubante, da Leo Cubans (Leone che giace) era considerato il
"giardino degli Irpo Sanniti" per la fertilità del terreno,
il più produttivo del territorio taurasino. Si trova menzionato a
proposito delle guerre sannite, come territorio attraversato dalle Via
Appia Antica. Eserciti Romani e Cartaginesi attraversarono questa terra.
Il territorio era una "ager pubblicus" diviso tra coloni e nei
primi tempi fu usurpato dai dominatori dell'epoca per diritto di
conquista. Nel periodo longobardo fu donato dai principi alla Badia di
S. Sofia di Benevento. I successivi potenti confermarono la donazione.
In seguito il Cubante divenne proprietà di casa Ruffo e nel 1885 dei
Ruffo di Spinoso. Nel 1808, dopo che per disposizione reale il
territorio fu dato in enfiteusi a diversi coloni, Calvi si unì a S.
Nazzaro perdendo l'autonomia municipale e fu stabilito che la sede fosse
una anno a S. Nazzaro e un anno a Calvi. Tale condizione non fu
mantenuta, nonostante i reclami del 1939 e successivi. Più volte fu
chiesto il trasferimento dalla sede, cosa che avvenne il 18 marzo del
1958. Il Cubante dal 1908 appartenne al Comune di S. Nazzaro - Calvi e
quando si costituì il comune di Calvi, Il Cubante con Li Mai furono
annessi a seguito di referendum.

E'
notoria la passione dell'Imperatore Federico II nell'innalzare rocche,
palazzi e castelli nel territorio dell'Impero a scopo di difesa, di
diporto e soprattutto come testimonianza di potere. Oggetto
particolare di tale passione è stato il Meridione d'ltalia. Vecchi
studi come quelli dello Sthamer, dell'Haseloff, e quello più re-cente
del compianto Prof. Willemsen, per citare soltanto alcuni, ci offrono
notizie di una lunga serie di edifici federiciani. |
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